Rainbow: «In trentamila al Pride. Una rivoluzione colorata, pacifica e bellissima! Vogliamo esistere e resisteremo»

Liguria Pride 2023, “Corpi Extravaganti”: dal palco in piazza De Ferrari tante testimonianze e rivendicazione, ma anche prese di posizione politica: «Resistere a chi ci vorrebbe madri di prole numerosa e ITALICA per scongiurare una SOSTITUZIONE ETNICA in nome di una cultura xenofoba e razzista che Noi non possiamo e non vogliamo accettare e della quale ci rifiutiamo di diventare complici, così come non ci renderemo mai complici delle troppe inutili e vergognose morti in mare»

Qui il link con le foto della manifestazione
Ecco il testo dei discorsi sul palco

1. TEO
Ciao Genova! Siamo tantissim*!!
Quest’anno il Liguria Pride celebra i CORPI: i nostri, qualunque e comunque, concreti, desiderati e immaginati.
Corpi DISOBBEDIENTI e IRRIVERENTI che si contrappongono all’ordine sociale patriarcale, razzista, abilista, grassofobico e omolesbobitransfobico che li pone ai margini.
Corpi INTERCONNESSI, in relazione gli uni con gli altri, interdipendenti e fragili, ma liberi di scegliere e costruire i propri legami.
Corpi EXTRA-ORDINARI non rinchiusi nelle gabbie dei modelli conformi, astratti e genderizzati.
Corpi quindi EXTRA-VAGANTI, come lo erano quelli di chi ha fatto la storia del movimento LGBTQIA+ e dei movimenti femministi.
2. MARTA
CORPI EXTRA-VAGANTI
Perché siamo eredi della nostra storia, anche se non è mai raccontata dalla Storia ufficiale. Abbiamo scelto l’extra-vaganza per connetterci con il pezzo della storia GLBT+ (come ci chiamavamo all’epoca), che parla di costruzione di comunità, di spazi sicuri, di cura reciproca tra i corpi messi ai margini dalla società razzista e omotrànsfoba.
Un universo imprevisto di inclusività, leggerezza, diritti, colori, libertà e bellezza.
3. ALVARO
CORPI DESIDERANTI
Perché tutte e tutti e tuttu siamo costrett* a fare i conti con i desideri che la società sessuofobica stigmatizza come stravaganti, non normali, patologici. La sfera del piacere nel paese dominato dal Vaticano appare come minacciosa o peccaminosa. “SI FA, MA NON SI DICE”: questa è la comunicazione che ci viene veicolata per tutto ciò che attiene alla sessualità. Ma siamo anche nella società della performance e ci viene detto che il consumo ha più valore della relazione, del gioco, del piacere reciproco, del consenso. Che sia kinki che sia vanilla, alla società borghese eteronormata il sesso fa paura. Incapace di parlare di sessualità e di piacere in famiglia come a scuola, incapace di trattare i corpi per la gioia di chi li abita, incapace di promuovere l’autodeterminazione per tuttu, questa società produce vergogna, stigma, emarginazione e disagio. Il Pride è orgoglio di essere, di amare, di piacere e piacersi. Usciamo dagli armadi, usciamo in strada con i nostri corpi desideranti.
4. CLAUDIA
CORPI INTERCONNESSI
Perché vogliamo mettere in discussione definitivamente l’idea di individuo adulto indipendente, forte, autonomo, che di fatto coincide con un corpo maschile cis-etero, bianco, abile e occidentale. Come esseri umani siamo invece tutti interconnessi, in relazione gli uni con gli altri, interdipendenti e fragili, esposti agli accidenti della vita individuale e di comunità.
CORPI INTERCONNESSI
Perché economia globalizzata, crisi climatica, pandemie, guerre ci mostrano come nessun* può dirsi fuori dal sistema, anche se non ne subiamo allo stesso modo le conseguenze. Ciò che salta agli occhi sono PRIMA DI TUTTO I CORPI esposti a condizioni di sfruttamento, stigma e marginalità.
5. GIGI
CORPI INGOMBRANTI
Non possiamo accedere al corpo senza passare dagli strumenti culturali, dal linguaggio che possediamo. Gli strumenti del potere non sono solo simbolici, perché la cultura patriarcale è fondata sul CONTROLLO DEI CORPI, DELLA RIPRODUZIONE, DELLA SESSUALITÀ. La cultura patriarcale naturalizza corpi, orientamento sessuale, ruoli di genere ed ESCLUDE chi non si adegua, chi è fuori dalla norma. Occupare spazi è la nostra rivendicazione di libertà.
CORPI DISOBBEDIENTI
Perché i corpi imprevisti, i corpi queer entrano nello spazio pubblico e lo rivoluzionano, aprendo nuovi spazi di espressione e di pensiero; costruiscono nuovi codici per la sicurezza, il consenso, il rispetto.
La loro stessa esistenza è una sfida.
6. VALENTINA
CORPI IRRIVERENTI
Perché la Parata del Pride è da sempre un’occasione di libertà, anche nell’eccesso dei colori, della musica e dei corpi. Definita da molte persone in modo spregiativo come una “carnevalata”, ci viene detto che sono i corpi liberi a offendere i benpensanti!
I nostri corpi sarebbero indecorosi e offensivi!!! Cosa è allora il DECORO, parola chiave della propaganda politica dei governanti? DECORO è ciò che viene proposto e imposto a un ceto medio impoverito e impaurito. Il DECORO serve a tenere a bada chi non ce la fa. Il DECORO divide tra perbene e permale e funziona per ottenere consenso. DECORO, MERITO, DISCIPLINA sono le parole d’ordine e gli obiettivi di politiche che legittimano la paura contro ciò che è sporco, contaminante, eccessivo, minaccioso.
Essere irriverenti è voler rovesciare questa prospettiva. Dare forza, bellezza, favolosità ai corpi nel margine, lasciare che l’eccesso soffi via la patina ipocrita, sessuofobica, razzista e classista di questa società.
7. ELISA
CORPI INTRANSIGENTI
Perché i diritti delle donne e i diritti LGBTQIA+ sono considerati AGGIUNTIVI e di VALORE MINORE nella scala dei diritti umani. Troppo spesso diventano terreno di scambio politico. DICIAMO BASTA ALLE MEDIAZIONI POLITICHE FATTE SULLA NOSTRA PELLE.
Basta alla propaganda che usa i nostri corpi per giustificare interventi militari o per sostenere guerre “di civiltà”; basta alle politiche volte a negare protezione a rifugiat* e alle/ai richiedenti asilo LGBTQAI+; basta alle narrazioni securitarie; basta alla vittimizzazione e colpevolizzazione dei nostri corpi.
Perché i nostri corpi sono come un campo di battaglia per imporre modelli considerati “giusti”: COME apparire, COME vestire, QUALI forme della salute, COME essere normali, COME essere adeguate/i/*, COME comportarsi…Sappiamo riconoscere le diverse forme della violenza.
Insieme possiamo creare argini ai giudizi interiorizzati, alla colpevolizzazione e alla vittimizzazione che altrettanto ci feriscono.
Insieme, attraverso i nostri corpi, identità e orientamenti multiformi, attraverso la nostra favolosità, POSSIAMO SPEZZARE LE CATENE, ABBATTERE I CONFINI E CONQUISTARE IL MONDO!
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1. Marco
2014. Sulla spinta dell’urgenza di contestare l’arrivo a Genova delle Sentinelle in piedi ci
autoconvocammo… eravamo una ventina di persone…loro di più…e con le loro posture passivo-aggressive e con i loro rituali apparentemente di pace erano di fatto in piazza per difendere la libertà alla violenza omo-lesbo-bi-a-transfobica.
2023. Alcuni degli esponenti di punta di quel movimento ricoprono cariche istituzionali importanti, e le loro posizioni omo-lesbo-bi-a-transfobiche e oscurantiste trovano legittimazione nell’ambito del governo più reazionario e di destra nella storia della nostra Repubblica.
Le Sentinelle in piedi siedono oggi in Parlamento.
È dunque in un pesante clima politico oscurantista e repressivo che siamo qui insieme a vivere questa nona edizione del Liguria Pride e a gridare con orgoglio e determinazione la Nostra voglia di ESISTERE e, soprattutto, di RESISTERE!!!
2. Emanuela
ESISTERE nelle nostre famiglie arcobaleno a dispetto di politiche che vorrebbe negare a bambine e bambini il diritto ad avere due genitori solo perché dello stesso sesso.
ESISTERE nello stato di famiglia che NOI scegliamo come “naturale” perché è lì che ci sentiamo bene e ed è lì che vogliamo vivere.
ESISTERE agli occhi dell’istituzione scolastica con il nome che più rappresenta la Nostra identità di genere.
RESISTERE nel rivendicare il nostro diritto a difendere l’ambiente senza rischiare condanne
esemplari né processi mediatici.
RESISTERE al ricatto della denuncia per silenziare le Nostre voci di protesta.
RESISTERE alla violenza di chi ci manganella con sadismo squadrista solo perché siamo straniere e persone trans.
RESISTERE a chi ci vorrebbe madri di prole numerosa e ITALICA per scongiurare una SOSTITUZIONE ETNICA in nome di una cultura xenofoba e razzista che Noi non possiamo e non vogliamo accettare e della quale ci rifiutiamo di diventare complici, così come non ci renderemo mai complici delle troppe inutili e vergognose morti in mare.
3. Ilaria
Torniamo dunque per le strade delle nostre città con i leciti timori per un clima politico
preoccupante, ma con la ferma convinzione che le nostre straordinarie energie incontrandosi
saranno RIVOLUZIONE! Una rivoluzione colorata, pacifica e bellissima!
2014… eravamo in 20
2023… siamo trentamila e siamo qui perché vogliamo BALLARE INSIEME E SCUOTERE IL MONDO!
Urliamolo forte: VOGLIAMO ESISTERE E RESISTEREMO!!!



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